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Ermete Trismegisto e le Sibille nel pavimento del Duomo di Siena

Coordinate
43.32° N, 11.33° E
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Roma e l'Italia centrale
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43.32° N11.33° E

Il riquadro di Ermete del 1488, le dieci Sibille e il Colle della Sapienza di Pinturicchio: il pavimento intarsiato del Duomo di Siena e i suoi simboli.

Chi entra nel Duomo di Siena calpesta, senza saperlo, una delle più vaste opere d'arte del Rinascimento italiano. Il pavimento della cattedrale è composto da decine di riquadri in marmo intarsiato e graffito, realizzati tra il Trecento e il Cinquecento da artisti diversi. Proprio sulla soglia della navata centrale, in posizione d'onore, compare un personaggio inatteso in una chiesa cristiana: Ermete Trismegisto, il saggio egizio a cui il Rinascimento attribuiva una sapienza antichissima.

Un saggio pagano all'ingresso

Il riquadro di Ermete è attribuito a Giovanni di Stefano e datato 1488. Il saggio, con una lunga barba e un copricapo orientale, porge un libro aperto a due figure, una delle quali in abiti orientali e l'altra in atteggiamento di rispetto. Un'iscrizione lo presenta come contemporaneo di Mosè, secondo l'opinione diffusa all'epoca. Nel libro si legge un invito agli Egiziani ad accogliere le lettere e le leggi.

Accanto, una tavola sorretta da sfingi riporta un passo tratto dagli scritti ermetici, nel quale si parla di un Dio creatore che genera un secondo dio visibile. Per i lettori cristiani del tempo, questo testo sembrava annunciare il Figlio. La scelta di porre Ermete all'ingresso non era dunque una provocazione, ma l'espressione dell'idea, cara a Ficino e ai suoi amici, di una sapienza pagana che preparava la rivelazione.

Le dieci Sibille

Lungo le navate laterali si susseguono dieci riquadri dedicati alle Sibille, eseguiti per lo più nel 1482 e 1483 da artisti diversi, dalla Delfica alla Tiburtina, legata quest'ultima a Tivoli. Il loro numero deriva dall'elenco dell'erudito romano Varrone, trasmesso dallo scrittore cristiano Lattanzio, che lo aveva ripreso per sostenere che anche le profetesse pagane avevano annunciato Cristo.

Ogni Sibilla regge un cartiglio con un testo profetico, e alcune sono accompagnate da libri o simboli. Messe accanto a Ermete, compongono un vero programma figurativo: l'antichità pagana, egizia e greco-romana, appare come un vestibolo della fede cristiana. È una delle espressioni più complete, in Italia, della teologia antica cara agli umanisti.

Il Colle della Sapienza

Tra il 1504 e il 1505 Pinturicchio disegnò per il pavimento il riquadro noto come Allegoria del Colle della Sapienza. Un gruppo di uomini, sbarcati su un'isola rocciosa, cerca di salire verso la cima, dove siede la Sapienza. La Fortuna, nuda, tiene in equilibrio una vela sopra una sfera e una barca. In alto il filosofo Socrate riceve una palma, mentre Cratete getta in mare i propri gioielli, rinunciando alle ricchezze.

L'immagine, ricca di riferimenti alla filosofia antica, rappresenta la fatica del cammino verso la virtù, ostacolato dai capricci della fortuna. Per proteggerlo dall'usura, il pavimento resta coperto quasi tutto l'anno e viene scoperto interamente soltanto per alcune settimane, di solito tra la fine dell'estate e l'autunno, quando è possibile ammirare insieme tutti i riquadri.

Il pavimento del Duomo di Siena è un libro di pietra da leggere camminando. Ermete, le Sibille e il Colle della Sapienza testimoniano un momento in cui la cultura cristiana cercò di accogliere in sé la saggezza degli antichi, immaginando la storia del pensiero umano come un'unica lunga ascesa verso la verità.