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Bergamo Alta, labirinto di pietra tra mura, Colleoni e Lotto

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Torino e il Nord Italia
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Bergamo Alta come labirinto simbolico: il motivo medievale del labirinto, le mura venete, la Cappella Colleoni e le tarsie enigmatiche di Lorenzo Lotto.

Salire a Bergamo Alta, a piedi o con la funicolare, significa entrare in un intrico di vie, piazzette e passaggi che sembra disegnato apposta per far perdere l'orientamento. La città alta, racchiusa nelle sue mura, è stata spesso descritta come un labirinto di pietra. Questa immagine permette di leggere i suoi monumenti attraverso uno dei simboli più antichi e ricchi della tradizione europea, quello del labirinto, che il Medioevo cristiano aveva trasformato in metafora del cammino dell'anima.

Il simbolo del labirinto

Il labirinto nasce nella mitologia greca con la costruzione di Dedalo a Creta, dove Teseo affrontò il Minotauro e ritrovò l'uscita grazie al filo di Arianna. Nel Medioevo il motivo fu adottato dalla Chiesa: labirinti furono incisi o composti in mosaico nelle cattedrali, come quello celebre del pavimento di Chartres o quello inciso su un pilastro del portico del duomo di Lucca, accompagnato da un'iscrizione che ricorda il mito cretese.

Nel significato cristiano, il labirinto diventava l'immagine del percorso tortuoso della vita, che attraverso deviazioni e ritorni conduce al centro, cioè a Dio o alla Gerusalemme celeste. Percorrere con lo sguardo o con i passi le sue spire equivaleva a un piccolo pellegrinaggio. Questo valore simbolico si presta bene a descrivere l'esperienza di chi attraversa i vicoli della città alta in cerca dei suoi tesori.

Le mura e la Cappella Colleoni

La cinta che racchiude Bergamo Alta fu costruita dalla Repubblica di Venezia a partire dal 1561, per fare della città un baluardo occidentale dei domini veneziani in terraferma. Lunghe oltre sei chilometri, le mura fanno parte dal 2017 del sito UNESCO dedicato alle opere di difesa veneziane tra il XVI e il XVII secolo. Non furono mai assediate, e oggi offrono una passeggiata panoramica sulla pianura.

Nel cuore della città, accanto alla basilica di Santa Maria Maggiore, si trova la Cappella Colleoni, costruita tra il 1472 e il 1476 su progetto di Giovanni Antonio Amadeo per il condottiero Bartolomeo Colleoni, capitano generale di Venezia. La facciata, ricchissima di marmi policromi, mescola episodi biblici, figure mitologiche e motivi classici. Lo stemma del condottiero, con un evidente gioco di parole sul cognome, è legato a una consuetudine scaramantica: si usa toccarlo per buona sorte.

Le tarsie enigmatiche di Lorenzo Lotto

Il tesoro più sorprendente si trova all'interno di Santa Maria Maggiore. Il coro ligneo della basilica è decorato con tarsie realizzate su disegno di Lorenzo Lotto, che lavorò al progetto a partire dal 1524, ed eseguite dall'intarsiatore Giovan Francesco Capoferri. Le tavole principali illustrano episodi dell'Antico Testamento con una vivacità narrativa rara in quest'arte.

Ancora più singolari sono i coperti, pannelli che servivano a proteggere le tarsie e che recano composizioni allegoriche dal significato oscuro, con oggetti, animali e figure combinati in modo enigmatico. Gli studiosi li hanno letti come imprese ed emblemi ispirati alla cultura simbolica del Rinascimento, e il loro senso preciso è ancora oggetto di discussione. Sono un vero labirinto di immagini dentro il labirinto della città.

Bergamo Alta invita dunque a un percorso che è insieme fisico e simbolico. Le mura veneziane, la cappella del condottiero e le tarsie di Lotto chiedono al visitatore di perdersi e di ritrovarsi, come nel labirinto medievale. È un modo di visitare la città che non richiede leggende inventate: bastano la storia e i simboli documentati per trasformare la passeggiata in una piccola ricerca.