Edimburgo esoterica: processi alle streghe, vicoli e fantasmi
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- 55.95° N, 3.19° W
- Tappa
- Europa esoterica
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Edimburgo tra storia e leggenda: i processi di North Berwick, la Daemonologie di Giacomo VI, il maggiore Weir, Mary King's Close e le bare di Arthur's Seat.
Costruita su colli vulcanici e attraversata da vicoli stretti che scendono ripidi dalla Royal Mile, Edimburgo sembra fatta apposta per le storie di spettri. Ma la sua fama inquietante non nasce solo dall'atmosfera. La capitale scozzese fu teatro di alcuni dei più importanti processi per stregoneria dell'Europa moderna e conserva luoghi e oggetti che documentano il rapporto, spesso drammatico, tra la società del passato e il mondo del soprannaturale. Ripercorrerli significa toccare una pagina concreta di storia giudiziaria e religiosa.
Il re e le streghe di North Berwick
Nel 1563 il Parlamento scozzese approvò una legge che puniva con la morte la stregoneria e il ricorso alle streghe. Il caso più clamoroso esplose tra il 1590 e il 1591, quando decine di persone della zona di North Berwick furono accusate di aver tentato di far naufragare con tempeste magiche la nave che riportava in Scozia il re Giacomo VI e la sua sposa, Anna di Danimarca. Il sovrano partecipò personalmente ad alcuni interrogatori.
Tra le accusate vi era Agnes Sampson, una guaritrice anziana, che sotto tortura confessò e fu giustiziata. Pochi anni dopo, nel 1597, il re pubblicò la Daemonologie, un trattato in forma di dialogo che difendeva la realtà della stregoneria e la necessità di punirla. Quando nel 1603 Giacomo salì anche al trono d'Inghilterra, il suo interesse per l'argomento ebbe risonanza in tutta la Gran Bretagna.
Castlehill e il Witches' Well
Molte delle condanne si eseguivano sul Castlehill, lo spiazzo davanti al castello di Edimburgo, dove i condannati venivano di solito strangolati e poi bruciati. Le stime sul numero delle vittime scozzesi nell'intero periodo dei processi variano, e gli storici parlano di diverse centinaia di esecuzioni, in prevalenza di donne. La legge sulla stregoneria in Scozia fu abrogata soltanto nel 1736.
Sulla spianata del castello si trova una piccola fontana di ghisa del 1894, chiamata Witches' Well, che ricorda le donne messe a morte in quel luogo. Vi compaiono due teste di donna intrecciate a un serpente e un'iscrizione che allude alla duplice natura, benefica e malefica, attribuita alle conoscenze delle presunte streghe. È uno dei pochi monumenti europei dedicati alle vittime della caccia alle streghe.
Il maggiore Weir e la città sotterranea
Nel 1670 fece scalpore il caso del maggiore Thomas Weir, un ufficiale ritenuto un uomo di grande pietà, che confessò spontaneamente crimini gravissimi e pratiche di stregoneria. Fu giustiziato insieme alla sorella Grizel. La sua casa nel West Bow rimase disabitata a lungo, e la tradizione popolare la riempì di apparizioni e rumori notturni, facendone una delle storie di fantasmi più celebri della città.
Sotto le City Chambers, l'antico Royal Exchange settecentesco, si conservano i resti di Mary King's Close, un vicolo seicentesco poi coperto da nuovi edifici, oggi visitabile. Le leggende lo vogliono abitato dagli spiriti degli abitanti morti di peste nel 1645. Al Museo nazionale di Scozia sono inoltre esposte alcune minuscole bare di legno con figure vestite, trovate nel 1836 in una cavità di Arthur's Seat, il cui scopo rimane sconosciuto.
Edimburgo mostra così come la storia esoterica non sia fatta solo di simboli e di testi dotti, ma anche di persone reali, di paure collettive e di tribunali. Ricordare le vittime dei processi accanto alle leggende dei vicoli significa guardare a questo passato con rispetto e senza sensazionalismi. Nel 2022 il governo scozzese ha presentato scuse ufficiali per le persecuzioni.