Salisburgo esoterica: Paracelso, l'Untersberg e il Flauto magico
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- Europa esoterica
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Salisburgo oltre Mozart: la tomba di Paracelso a San Sebastiano, le leggende dell'Untersberg, i processi del Zauberer-Jackl e i simboli del Flauto magico.
Per molti Salisburgo è soltanto la città di Mozart, delle chiese barocche e dei festival musicali. Eppure la città dei principi arcivescovi custodisce anche una storia meno nota, fatta di medicina alchemica, montagne leggendarie e pagine oscure di caccia alle streghe. Tra la tomba di Paracelso, le grotte dell'Untersberg e i simboli massonici del Flauto magico si disegna un itinerario che rivela il volto esoterico di una delle città più eleganti d'Europa.
La tomba di Paracelso
Theophrastus Bombastus von Hohenheim, noto come Paracelso, nacque in Svizzera tra il 1493 e il 1494 e fu medico, alchimista e filosofo della natura. Contestò apertamente la medicina dei suoi tempi, fondata su Galeno e Avicenna, e propose l'uso di rimedi chimici, sostenendo che il medico dovesse imparare dall'esperienza e dalla natura più che dai libri. La sua vita fu un continuo vagabondaggio tra città e corti europee.
Giunse a Salisburgo poco prima della morte, avvenuta nel settembre 1541. Fu sepolto nel cimitero di San Sebastiano, e nell'atrio della chiesa si trova oggi il monumento con la sua epigrafe latina, che lo ricorda come medico insigne e benefattore dei poveri. Nei secoli successivi la tomba divenne meta di visitatori, e intorno alla sua figura fiorirono leggende che lo descrivevano come possessore della pietra filosofale e di un elisir di lunga vita.
L'Untersberg, la montagna delle meraviglie
A sud-ovest della città, al confine con la Baviera, si alza l'Untersberg, un massiccio calcareo ricco di grotte e cavità. La tradizione popolare vi colloca un imperatore addormentato, identificato a seconda delle versioni con Carlo Magno o con Federico Barbarossa, che attende il momento di risvegliarsi. Si dice che la sua barba cresca intorno a un tavolo di pietra e che, quando avrà fatto il giro completo, giungerà la fine dei tempi.
Altre leggende parlano di nani, di donne selvatiche e di monaci che custodiscono tesori nelle profondità del monte, e di viandanti che, entrati in una grotta, ne sarebbero usciti dopo anni credendo di esservi rimasti poche ore. Questa ricchezza di racconti ha fatto dell'Untersberg, nel Novecento, un luogo caro anche a cercatori di energie e misteri, con interpretazioni moderne prive di riscontri.
Streghe e Massoneria
Tra il 1675 e il 1690 circa Salisburgo fu teatro dei processi detti del Zauberer-Jackl, dal soprannome di un giovane mendicante accusato di essere a capo di una setta di stregoni, mai catturato. Più di cento persone, in gran parte ragazzi e giovani vagabondi, furono messe a morte. È una delle pagine più tragiche della caccia alle streghe nei paesi di lingua tedesca, rivolta soprattutto contro i poveri.
Un secolo dopo, il salisburghese Wolfgang Amadeus Mozart, nato nel 1756, entrò nel 1784 in una loggia massonica di Vienna. Il Flauto magico, rappresentato nel 1791 con libretto di Emanuel Schikaneder, è ricco di simboli legati agli ideali massonici: il numero tre, le prove del fuoco e dell'acqua, il tempio della saggezza. L'opera è il punto d'incontro tra la musica di Mozart e la cultura iniziatica dell'Illuminismo.
Visitare Salisburgo con questo sguardo significa scoprire che, accanto alla città elegante delle cartoline, ne esiste un'altra, fatta di ricerche alchemiche, montagne parlanti e memorie dolorose, che merita di essere conosciuta e raccontata con la stessa attenzione. Dalla fortezza di Hohensalzburg, che domina la città dall'alto, lo sguardo abbraccia insieme il centro barocco e la sagoma dell'Untersberg, riassumendo in un solo panorama la doppia anima del luogo.