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Externsteine: le rocce della foresta di Teutoburgo tra fede e ideologia

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Europa esoterica
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Le Externsteine in Vestfalia: il rilievo romanico della Deposizione, la cappella rupestre, le teorie sull'Irminsul e l'uso ideologico del Novecento.

Nella foresta di Teutoburgo, presso la cittadina di Horn-Bad Meinberg, nella regione tedesca della Lippe, si innalza un gruppo di torri di arenaria alte fino a una quarantina di metri. Sono le Externsteine, una formazione naturale che da secoli colpisce l'immaginazione di chi la osserva. Su queste rocce si sono depositati segni cristiani medievali, leggende popolari e, nel Novecento, teorie romantiche e ideologiche sul passato germanico. Distinguere questi strati è indispensabile per capire il luogo e la sua storia.

Un santuario cristiano scavato nella roccia

Le testimonianze più chiare sono cristiane. Alla base della roccia principale si trova un grande rilievo che raffigura la Deposizione dalla croce, opera romanica generalmente datata al XII secolo, tra le più importanti sculture rupestri di quel periodo in Europa. Vi si vedono Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo che calano il corpo di Cristo, mentre in basso una coppia di figure è avvinta da un drago, simbolo del male vinto dalla redenzione.

Nella roccia sono scavati ambienti interpretati come una cappella inferiore e una piccola cappella superiore, raggiungibile un tempo attraverso scale e un ponte. Un'iscrizione ricorda una consacrazione avvenuta nel 1115, ma la sua lettura e la sua datazione sono discusse. Si è pensato che il complesso riproducesse in forma simbolica i luoghi santi di Gerusalemme, secondo un'usanza diffusa nel Medioevo, anche se l'ipotesi non è dimostrata.

Il foro nella cappella alta e l'Irminsul

Nella cappella superiore si apre una nicchia con un foro circolare che, secondo alcuni autori, sarebbe orientato verso il sorgere del sole al solstizio d'estate. Su questo dettaglio si sono costruite interpretazioni astronomiche ambiziose, che gli archeologi considerano incerte, perché l'ambiente potrebbe aver subito modifiche nei secoli e l'orientamento non è necessariamente intenzionale.

Già nel Cinquecento alcuni eruditi collegarono le rocce all'Irminsul, il santuario dei Sassoni che Carlo Magno distrusse nel 772, secondo gli annali franchi. La localizzazione dell'Irminsul resta però sconosciuta, e le fonti indicano piuttosto la zona di Eresburg. Nel rilievo della Deposizione, un oggetto piegato sotto i piedi di Nicodemo è stato letto da alcuni come l'Irminsul abbattuta, interpretazione affascinante ma priva di conferme.

Il Novecento e l'uso ideologico

Negli anni Venti l'autodidatta Wilhelm Teudt promosse con grande successo l'idea che le Externsteine fossero stati un osservatorio solare e un santuario germanico precristiano. Le sue teorie furono adottate dal regime nazionalsocialista, e negli anni Trenta l'Ahnenerbe, l'istituto di ricerca delle SS, sostenne scavi e sistemazioni del sito. Le indagini non portarono prove di un culto precristiano, ma il luogo fu trasformato in un simbolo della propaganda.

Dopo la guerra, gli studi archeologici hanno confermato che le principali tracce di frequentazione umana risalgono al Medioevo cristiano, pur con reperti più antichi sparsi nella zona, come strumenti di pietra lasciati da cacciatori paleolitici. Ancora oggi le rocce attirano, soprattutto nelle notti di solstizio, gruppi molto diversi tra loro, e le autorità locali vigilano per tutelare il sito e prevenire usi estremisti.

Le Externsteine sono quindi un luogo da visitare con occhi attenti. La loro bellezza naturale e la qualità del rilievo romanico meritano ammirazione, mentre la loro storia recente ricorda quanto il fascino del passato possa essere piegato a fini politici, e quanto sia necessario affidarsi alle fonti. Il sito, protetto come monumento naturale, è accessibile attraverso sentieri e scale che permettono di salire su alcune delle torri.