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Santiago de Compostela e la tomba dell'apostolo Giacomo

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Luoghi sacri e misteriosi
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Santiago de Compostela: la scoperta della tomba di Giacomo nel IX secolo, la leggenda della traslazione, il Pórtico de la Gloria e il botafumeiro.

In Galizia, nell'estremo nord-ovest della penisola iberica, una cattedrale di granito custodisce quella che la tradizione indica come la tomba di san Giacomo il Maggiore, uno dei dodici apostoli. Attorno a questo sepolcro nacque nel Medioevo uno dei tre grandi pellegrinaggi della cristianità, accanto a quelli di Roma e di Gerusalemme. La città che porta il nome dell'apostolo, Santiago de Compostela, è ancora oggi la meta di centinaia di migliaia di persone ogni anno.

La scoperta e la leggenda della traslazione

Secondo il racconto tradizionale, all'inizio del IX secolo un eremita di nome Pelagio vide luci misteriose sopra un bosco. Il vescovo Teodomiro di Iria Flavia fece indagare e vi fu ritrovato un antico sepolcro, identificato come quello dell'apostolo. Il re delle Asturie Alfonso II fece costruire sul luogo una prima chiesa. L'etimologia popolare di Compostela come campo della stella si lega a questo racconto, ma i linguisti propongono anche altre spiegazioni.

La leggenda spiega anche come il corpo di Giacomo, martirizzato a Gerusalemme intorno al 44 d.C. secondo gli Atti degli apostoli, sarebbe giunto in Spagna. I discepoli lo avrebbero posto su una barca che, guidata dagli angeli, approdò sulle coste galiziane. Gli storici considerano questa traslazione una tradizione priva di riscontri documentari antichi, ma il suo peso nella storia religiosa e politica della Spagna medievale fu enorme.

La cattedrale romanica e il Pórtico de la Gloria

L'attuale cattedrale fu iniziata nel 1075, durante l'episcopato di Diego Peláez, e divenne uno dei modelli delle grandi chiese di pellegrinaggio, con deambulatorio e cappelle radiali per accogliere le folle. La sua facciata barocca, detta dell'Obradoiro, fu realizzata nel XVIII secolo e racchiude come uno scrigno la struttura medievale. Dalla grande piazza antistante, dove si concludono i cammini, la facciata appare come un altissimo fondale teatrale, con le statue dell'apostolo e dei suoi discepoli.

All'interno si trova il Pórtico de la Gloria, capolavoro della scultura romanica realizzato dal Maestro Mateo. Un'iscrizione sull'architrave ricorda la messa in opera nel 1188. Il portico raffigura il Cristo della Apocalisse circondato dagli evangelisti e dai ventiquattro vegliardi con strumenti musicali, così dettagliati che gli studiosi li hanno usati per ricostruire gli strumenti medievali. Sotto il pilastro centrale siede l'apostolo, accolto dai pellegrini al termine del viaggio.

Il botafumeiro e i riti della cattedrale

Il simbolo più celebre della cattedrale è il botafumeiro, un enorme turibolo d'argento appeso alla volta del transetto. Durante alcune celebrazioni un gruppo di uomini, detti tiraboleiros, lo mette in movimento con un sistema di corde e pulegge, facendolo oscillare da un lato all'altro della navata tra nuvole di incenso. Nel Medioevo, secondo un'interpretazione diffusa, serviva anche a purificare l'aria della chiesa affollata di pellegrini.

Sotto l'altare maggiore una cripta custodisce l'urna d'argento con le reliquie, che i pellegrini visitano dopo aver abbracciato la statua dell'apostolo. Nel 1884 papa Leone XIII confermò l'autenticità delle reliquie ritrovate durante gli scavi di qualche anno prima. Il centro storico della città è iscritto nel Patrimonio dell'umanità dal 1985, e la cattedrale resta il cuore di un pellegrinaggio che non ha mai smesso di rinnovarsi.