Montserrat, la montagna seghettata e la Moreneta
- Coordinate
- 41.59° N, 1.84° E
- Tappa
- Luoghi sacri e misteriosi
- Lettura
- 2 min di lettura
- Successivo
- Gamla Uppsala e il tempio degli dèi nordici →
Montserrat in Catalogna: l'abbazia fondata nel 1025, la Madonna nera detta Moreneta, il Llibre Vermell, l'Escolania e le leggende sul Graal.
A una cinquantina di chilometri da Barcellona, una montagna di conglomerato rossastro si innalza all'improvviso dalla pianura catalana con un profilo di guglie e pinnacoli arrotondati. Il suo nome, Montserrat, significa monte segato, e una leggenda popolare racconta che furono gli angeli a modellarlo con seghe d'oro. A metà altezza, tra le rocce, sorge un monastero benedettino che da quasi mille anni è il cuore spirituale della Catalogna.
La Santa Cova e la fondazione
Secondo la tradizione, nell'880 alcuni pastorelli videro una luce scendere dal cielo verso una grotta della montagna e udirono una musica. Il vescovo, accorso sul posto, vi trovò un'immagine della Vergine. Quando si tentò di trasportarla altrove, la statua divenne così pesante da non poter essere spostata, segno che la Madonna voleva restare lì. Nel luogo del ritrovamento, la Santa Cova, sorge oggi una cappella raggiungibile con un sentiero.
Sul piano storico, il monastero fu fondato nel 1025 dall'abate Oliba, figura centrale della Catalogna medievale, abate di Ripoll e vescovo di Vic. Nato come piccola dipendenza di Ripoll, crebbe rapidamente grazie ai pellegrinaggi e nel 1409 divenne abbazia indipendente. Nel 1811 le truppe napoleoniche lo saccheggiarono e lo incendiarono, e gran parte degli edifici attuali risale alla ricostruzione del XIX e del XX secolo.
La Moreneta
La statua venerata nella basilica è una Vergine in trono con il Bambino, scolpita in legno in stile romanico, probabilmente nel XII secolo. Il volto e le mani hanno un colore scuro, da cui il nome affettuoso di Moreneta, la piccola bruna. L'annerimento è attribuito in genere all'alterazione delle vernici e al fumo delle candele nel corso dei secoli. La Vergine tiene nella mano destra una sfera, che i pellegrini toccano attraverso una lastra.
Nel 1881 papa Leone XIII proclamò la Madonna di Montserrat patrona della Catalogna. Il santuario ebbe un ruolo importante anche nella storia moderna della regione, come luogo di conservazione della lingua e della cultura catalana. Tra i pellegrini illustri si ricorda Ignazio di Loyola, che nel 1522, secondo il suo racconto autobiografico, vegliò una notte davanti alla Vergine e lasciò la propria spada sull'altare.
Il Llibre Vermell e l'Escolania
La biblioteca del monastero conserva il Llibre Vermell, il libro rosso, un manoscritto della fine del XIV secolo che raccoglie, tra l'altro, dieci canti destinati ai pellegrini. Il testo spiega che servivano a far cantare e danzare i fedeli in modo decoroso durante le veglie nella chiesa. Tra essi figura Ad mortem festinamus, una meditazione sulla brevità della vita che ancora oggi viene eseguita da molti ensemble di musica antica.
La tradizione musicale continua con l'Escolania, il coro di voci bianche del monastero, documentato fin dal XIV secolo e considerato tra le scuole di canto più antiche d'Europa. Montserrat è stato inoltre associato da alcuni autori al Montsalvat della leggenda del Graal, un accostamento letterario privo di basi storiche. La montagna resta comunque un luogo in cui natura, musica e devozione si fondono in modo unico.