Skara Brae e il paesaggio sacro neolitico delle Orcadi
- Coordinate
- 59.05° N, 3.34° W
- Tappa
- Luoghi sacri e misteriosi
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Skara Brae, villaggio neolitico delle Orcadi riaffiorato nel 1850, e i monumenti vicini: Maeshowe, l'anello di Brodgar, le pietre di Stenness.
Nell'inverno del 1850 una violenta tempesta spazzò la baia di Skaill, sulla costa occidentale di Mainland, l'isola maggiore delle Orcadi, a nord della Scozia. Il vento e le onde strapparono l'erba e la sabbia da una duna, rivelando muri di pietra e strutture che nessuno ricordava. Era Skara Brae, un villaggio neolitico abitato per secoli circa cinquemila anni fa e conservato in modo così eccezionale da essere stato definito la Pompei della Scozia.
Un villaggio arredato in pietra
Il proprietario del terreno, William Watt di Skaill, avviò i primi scavi, ma le ricerche sistematiche furono condotte tra il 1927 e il 1930 dall'archeologo V. Gordon Childe. Le datazioni indicano che il villaggio fu occupato all'incirca tra il 3100 e il 2500 a.C. Le case, collegate da passaggi coperti, erano parzialmente interrate in cumuli di rifiuti organici che le proteggevano dal vento e dal freddo dell'Atlantico.
Poiché sulle Orcadi il legno scarseggiava, gli abitanti costruirono in pietra anche gli arredi. In ogni casa si riconoscono un focolare centrale, letti delimitati da lastre, piccole vasche impermeabilizzate forse usate per conservare esche, e soprattutto una credenza a ripiani posta di fronte all'ingresso, dove chi entrava vedeva subito gli oggetti esposti. Questa disposizione ha fatto pensare a un uso anche simbolico dello spazio domestico.
Oggetti enigmatici
Tra i reperti di Skara Brae figurano ceramiche del tipo detto Grooved Ware, ornamenti, utensili in osso e alcuni oggetti dal significato ancora discusso. I più celebri sono le sfere di pietra intagliate, decorate con protuberanze regolari, trovate in diverse località della Scozia. Sono state interpretate come simboli di prestigio, strumenti di cerimonie o pesi, ma nessuna ipotesi è stata dimostrata. Dagli scavi provengono anche collane di denti e di ossa e piccoli recipienti con tracce di pigmenti, forse usati per decorare il corpo.
In una delle abitazioni, la cella sotto i muri conteneva i resti di due donne, sepolte forse prima della costruzione della casa. Alcuni studiosi vi hanno visto un rito di fondazione, altri una semplice sepoltura. Anche questo esempio mostra come, nel Neolitico, la distinzione tra vita quotidiana e sfera sacra fosse probabilmente meno netta di quanto siamo abituati a pensare.
Il cuore neolitico delle Orcadi
Skara Brae non va considerato isolatamente. A pochi chilometri si trovano la tomba a camera di Maeshowe, il cui corridoio è illuminato dal sole che tramonta nei giorni attorno al solstizio d'inverno, l'anello di Brodgar, grande cerchio di pietre in origine forse di sessanta monoliti, e le pietre di Stenness, tra i più antichi circoli di pietre delle isole britanniche. Nel 1999 l'UNESCO ha riunito questi siti sotto il nome di Heart of Neolithic Orkney.
Dal 2004 gli scavi del sito di Ness of Brodgar, tra i due cerchi di pietre, hanno portato alla luce grandi edifici in pietra, pareti dipinte e una quantità eccezionale di reperti, rivelando un complesso cerimoniale di primaria importanza. Il villaggio di Skara Brae appare così come una parte di un vasto paesaggio sacro, in cui case, tombe e cerchi di pietre dialogavano tra loro.