Il Cammino di Santiago: storia, simboli e Codex Calixtinus
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- 42.60° N, 5.57° W
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- Luoghi sacri e misteriosi
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Il Cammino di Santiago dal Medioevo a oggi: il Codex Calixtinus, la conchiglia, gli anni santi, la Compostela e le vie dei pellegrini in Europa.
Più ancora della meta, a Santiago conta il viaggio. Fin dal X secolo pellegrini provenienti da tutta Europa si misero in cammino verso la Galizia, attraversando Pirenei, altipiani e fiumi lungo itinerari che divennero vere arterie culturali. Monasteri, ospedali, ponti e chiese sorsero lungo il percorso per accoglierli. Ordini religiosi e confraternite si occuparono dell'assistenza, e intere città, come Burgos o León, devono parte della loro fortuna al passaggio dei pellegrini. Il Cammino di Santiago è così diventato un intreccio di strade, leggende e simboli che ancora oggi attira camminatori di ogni provenienza e convinzione.
Il Codex Calixtinus, una guida del XII secolo
La fonte medievale più importante è il Codex Calixtinus, conservato nella cattedrale di Santiago e compilato verso la metà del XII secolo. Il manoscritto, noto anche come Liber Sancti Jacobi, riunisce sermoni, liturgie, racconti di miracoli e musica polifonica. Fu attribuito per finzione letteraria a papa Callisto II, da cui prende il nome, ma il vero compilatore resta incerto. Tra i brani musicali figura il Congaudeant catholici, considerato uno dei più antichi esempi conosciuti di polifonia a tre voci.
Il quinto libro è una vera guida per pellegrini, talvolta attribuita al chierico francese Aymeric Picaud. Descrive le quattro vie che attraversavano la Francia, partendo da Parigi, Vézelay, Le Puy e Arles, e il loro congiungimento in un solo cammino a Puente la Reina. Il testo indica i santuari da visitare, le acque potabili e quelle da evitare, e non risparmia giudizi taglienti sugli abitanti delle regioni attraversate.
La conchiglia e il bordone
Il simbolo del pellegrino di Santiago è la conchiglia di pettine, abbondante sulle coste galiziane. In origine i pellegrini la raccoglievano al termine del viaggio come prova di essere arrivati; col tempo divenne un'insegna cucita sul mantello o sul cappello. Il Codex Calixtinus ne offre già una lettura morale, paragonando le sue valve alle dita di una mano aperta alle opere buone.
Accanto alla conchiglia, il pellegrino portava il bordone, un lungo bastone, e la bisaccia. Nelle benedizioni medievali il bastone era paragonato a un sostegno contro i pericoli, la bisaccia piccola e sempre aperta a un segno di povertà e condivisione. Questi oggetti compaiono in innumerevoli sculture e dipinti, e nei secoli successivi divennero gli attributi stessi di san Giacomo pellegrino.
Anni santi, Compostela e rinascita moderna
Gli anni santi compostellani cadono quando il 25 luglio, festa dell'apostolo, coincide con una domenica. In questi anni si apre la Porta Santa della cattedrale e il numero dei pellegrini aumenta notevolmente. Chi percorre almeno gli ultimi cento chilometri a piedi o a cavallo, o duecento in bicicletta, può ricevere la Compostela, il documento che attesta il pellegrinaggio, erede delle antiche lettere rilasciate dalla Chiesa.
Dopo secoli di declino, il Cammino conobbe una forte rinascita nella seconda metà del Novecento. Nel 1987 il Consiglio d'Europa lo proclamò primo Itinerario culturale europeo, e l'UNESCO iscrisse il Cammino francese nel Patrimonio dell'umanità nel 1993 e le vie francesi nel 1998. Oggi lo percorrono credenti e non credenti, accomunati dall'esperienza della lentezza, della fatica condivisa e dell'arrivo sulla piazza dell'Obradoiro.