Castel del Monte, l'ottagono di pietra di Federico II
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- 41.09° N, 16.27° E
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- Napoli e il Sud
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Il castello pugliese di Federico II tra geometria, astronomia e ipotesi esoteriche: che cosa dicono i documenti e che cosa appartiene alla leggenda.
Sulla sommità di una collina delle Murge, nel territorio di Andria, si leva un edificio che non somiglia a nessun altro castello medievale. Castel del Monte ha pianta ottagonale, con otto torri anch'esse ottagonali disposte agli angoli, e racchiude un cortile interno di otto lati. Fu voluto dall'imperatore Federico II di Svevia, e la sua forma perfetta ha suscitato per secoli domande e interpretazioni. Dal 1996 è iscritto nella lista del Patrimonio mondiale dell'UNESCO, e la sua immagine compare sulla moneta italiana da un centesimo di euro.
Che cosa dicono i documenti
L'unico documento certo sulla costruzione è un mandato datato 29 gennaio 1240, inviato da Federico II mentre si trovava a Gubbio. L'imperatore ordinava a Riccardo da Montefuscolo, giustiziere di Capitanata, di predisporre i materiali per il castello che intendeva erigere presso la chiesa di Santa Maria del Monte. Il testo usa la parola actractus, il cui significato preciso è discusso: potrebbe indicare le forniture di materiali o specifici lavori di completamento, segno che il cantiere poteva essere già avviato.
Non sappiamo con certezza a che cosa servisse l'edificio. Mancano il fossato, il ponte levatoio e magazzini adatti a sostenere un assedio, e per questo molti storici escludono una funzione militare. Si è pensato a un casino di caccia, a una residenza di rappresentanza, a un luogo simbolico del potere imperiale. Dopo la morte di Federico, nel 1250, il castello ebbe vicende alterne: fu anche prigione dei figli di re Manfredi dopo la vittoria angioina, e nei secoli successivi cadde in un lungo abbandono, fino ai restauri moderni.
La geometria dell'otto
La costruzione è dominata dal numero otto. Ciascuno dei due piani conta otto sale trapezoidali; otto sono le torri e otto i lati del cortile. Nella simbologia cristiana l'otto rappresenta la resurrezione e l'eternità, il giorno che segue i sette della creazione: per questo battisteri e fonti battesimali avevano spesso pianta ottagonale. L'ottagono è anche la figura che media tra il quadrato, simbolo della terra, e il cerchio, simbolo del cielo, e da questo punto di vista il castello appare come un ponte tra due mondi.
I materiali rafforzano questa impressione di cura estrema. Il portale principale, in breccia corallina, richiama modelli classici e fu probabilmente concepito come un arco trionfale. Alcune sale erano rivestite di marmi e dotate di camini e servizi igienici sofisticati per l'epoca, collegati a un sistema di raccolta dell'acqua piovana che scendeva dalle terrazze verso le cisterne.
Le letture esoteriche
Nel Novecento sono fiorite interpretazioni di ogni genere. Alcuni studiosi hanno proposto allineamenti astronomici, sostenendo che le ombre proiettate dai muri nei solstizi e negli equinozi seguissero schemi precisi. Altri hanno visto nel castello un tempio del Graal, un osservatorio, un luogo di iniziazione legato ai Templari o alla cultura araba che Federico ammirava. Si tratta di ipotesi suggestive, nessuna delle quali è confermata da fonti medievali, e che vanno lette come tentativi moderni di dare voce a un silenzio documentario.
Ciò che è certo è che Federico II, chiamato dal cronista inglese Matteo Paris «stupor mundi», fu un sovrano curioso di astronomia, matematica e filosofia naturale. Alla sua corte operò l'astrologo Michele Scoto, ed egli fu in rapporto con il matematico Leonardo Fibonacci. Castel del Monte riflette quella cultura. Che vi si celino segreti iniziatici o semplicemente un'idea altissima di armonia, la pietra continua a parlare a chi la osserva.