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Palazzo Madama, duemila anni di storia in un solo edificio

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45.07° N, 7.69° E
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Torino e il Nord Italia
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45.07° N7.69° E

Da porta romana a castello degli Acaja, da residenza delle Madame Reali a osservatorio astronomico: la storia stratificata di Palazzo Madama a Torino.

Al centro di Piazza Castello, Palazzo Madama appare come un edificio dalle due anime: una facciata barocca luminosa rivolta verso via Garibaldi e, sul retro, torri medievali in mattoni. Questa doppia identità è la chiave per capire perché la tradizione torinese lo consideri un luogo di soglia, sospeso tra epoche diverse. Pochi monumenti in Europa racchiudono in un solo corpo duemila anni di storia urbana, dalla città romana fino alla nascita del Parlamento italiano.

Dalla porta romana al castello

Il nucleo più antico dell'edificio è la porta orientale di Augusta Taurinorum, la colonia romana fondata nel I secolo a.C. Le porte urbiche avevano per i Romani un valore non solo militare ma anche religioso: segnavano il confine tra lo spazio ordinato della città e il mondo esterno, ed erano poste sotto la protezione di divinità tutelari. Le basi di quella porta sono ancora leggibili nelle strutture del palazzo.

Nel Medioevo la porta fu inglobata in una fortificazione, poi trasformata in castello. All'inizio del Quattrocento il principe Ludovico di Savoia-Acaja ne fece una residenza signorile, con torri angolari e un cortile interno. Da allora l'edificio fu a lungo chiamato semplicemente il castello, e la piazza che lo circonda ne ha conservato il nome fino a oggi.

Le Madame Reali

Il nome attuale deriva da due donne che vi abitarono nel Seicento e nel primo Settecento: Cristina di Francia, vedova di Vittorio Amedeo I e reggente del ducato, e Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, vedova di Carlo Emanuele II. Entrambe portavano il titolo di Madama Reale e fecero del palazzo un centro di vita di corte, di committenze artistiche e di intrighi politici.

Fu per volontà di Maria Giovanna Battista che Filippo Juvarra, architetto di corte, progettò tra il 1718 e il 1721 la grandiosa facciata con lo scalone d'onore. Il progetto completo, che prevedeva il rifacimento di tutto l'edificio, non fu mai realizzato, ed è per questo che ancora oggi il palazzo mostra il contrasto tra la parte barocca e quella medievale. Ai racconti di corte si sono aggiunte, nel tempo, voci popolari di presenze notturne, simili a quelle che accompagnano molti antichi castelli.

Il cielo sopra il palazzo

Un capitolo meno noto riguarda l'astronomia. Nell'Ottocento su una delle torri fu attivo l'osservatorio astronomico di Torino, legato alla figura di Giovanni Plana, matematico e astronomo di fama europea. Da qui si osservavano le stelle e si eseguivano calcoli di precisione, in un edificio che la tradizione popolare associava piuttosto ai misteri. L'osservatorio fu poi trasferito fuori città, sulla collina di Pino Torinese, nel Novecento.

Nel 1848 il palazzo ospitò il Senato del Regno di Sardegna, istituito dallo Statuto Albertino, e in seguito il primo Senato del Regno d'Italia. Oggi accoglie il Museo Civico d'Arte Antica, che conserva capolavori come il Ritratto d'uomo di Antonello da Messina, datato 1476, oltre a codici miniati, oreficerie, vetri e ceramiche di grande pregio.

Palazzo Madama è dunque un vero palinsesto di pietra. Porta sacra della città romana, castello medievale, residenza di reggenti, osservatorio, aula parlamentare e museo: ogni epoca vi ha lasciato un segno visibile. Più che di presenze misteriose, il fascino del luogo nasce da questa sovrapposizione di tempi, che il visitatore può attraversare passando da una sala all'altra.