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Avebury, il più grande cerchio di pietre d'Europa e i suoi enigmi

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Europa esoterica
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Avebury nel Wiltshire: il grande henge neolitico, le pietre sepolte nel Medioevo, il barbiere chirurgo, Stukeley e i misteri di Silbury Hill e West Kennet.

A circa trenta chilometri a nord di Stonehenge, nel Wiltshire, un intero villaggio inglese sorge dentro un monumento preistorico. Ad Avebury le case, la chiesa e perfino il pub si trovano all'interno di un enorme fossato circolare, lungo il quale si allineano grandi pietre grezze. È il più vasto cerchio di pietre conosciuto in Europa, e il paesaggio che lo circonda, con tumuli, viali e colline artificiali, forma uno dei complessi rituali più impressionanti del Neolitico europeo.

Il grande henge

Il monumento fu costruito per fasi, all'incirca tra il 2850 e il 2200 a.C. È formato da un fossato profondo e da un alto argine esterno, che racchiudono un'area di oltre undici ettari. Lungo il bordo interno correva un cerchio di circa cento pietre, e al centro si trovavano due cerchi minori, ognuno con strutture particolari. Il fossato, scavato con picconi di corno di cervo, raggiungeva in origine una profondità notevole.

Dal cerchio partiva il West Kennet Avenue, un viale fiancheggiato da coppie di pietre lungo circa due chilometri e mezzo, che conduceva a un altro monumento detto il Santuario. Le pietre del viale sono state spesso descritte come alternate tra forme alte e strette e forme larghe e romboidali, che alcuni hanno interpretato come simboli maschili e femminili, un'ipotesi suggestiva ma non dimostrata.

Pietre sepolte e un barbiere chirurgo

Nel Medioevo molte pietre furono abbattute e sepolte in fosse scavate accanto a esse, forse per liberare il terreno coltivabile, forse per un rifiuto religioso di questi segni pagani. Negli anni Trenta del Novecento, durante gli scavi diretti da Alexander Keiller, sotto una delle pietre fu trovato lo scheletro di un uomo con un paio di forbici, uno strumento medico e alcune monete dei primi decenni del Trecento.

L'uomo, soprannominato il barbiere chirurgo, sarebbe rimasto schiacciato mentre aiutava ad abbattere la pietra. Le ricerche più recenti hanno discusso le circostanze esatte della sua morte, ma la scoperta resta una testimonianza eloquente del rapporto ambivalente tra le comunità medievali e i monumenti degli antenati. Tra Seicento e Settecento altre pietre furono spezzate con il fuoco per ricavarne materiale da costruzione.

Aubrey, Stukeley e il tempio del serpente

Il primo a descrivere Avebury con attenzione fu l'antiquario John Aubrey, che lo vide nel 1649 e ne comprese la grandezza, giudicandolo superiore a Stonehenge. Nel Settecento William Stukeley ne disegnò piante accurate, oggi preziose perché registrano pietre poi distrutte. Stukeley interpretò l'intero complesso come un tempio dei druidi a forma di serpente, idea esposta nel suo libro del 1743, che ebbe grande fortuna ma è priva di base archeologica.

Poco distante sorge Silbury Hill, alta circa trenta metri, la più grande collina artificiale della preistoria europea, costruita intorno al 2400 a.C. Gli scavi non vi hanno trovato sepolture né tesori, e la sua funzione resta sconosciuta. Vicino si trova anche il West Kennet Long Barrow, un tumulo funerario più antico, usato a partire dalla metà del IV millennio a.C.

Oggi Avebury, insieme a Stonehenge, fa parte di un sito del patrimonio mondiale dell'UNESCO. Chi lo visita può camminare liberamente tra le pietre, toccare con mano l'antichità del luogo e lasciarsi interrogare da un paesaggio che, a distanza di millenni, continua a custodire molti dei suoi segreti. Nel villaggio, il museo intitolato ad Alexander Keiller conserva i reperti degli scavi e racconta la storia delle ricerche.