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Carnac e i suoi menhir: il più grande allineamento di pietre d'Europa

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Europa esoterica
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Gli allineamenti di Carnac in Bretagna: Ménec, Kermario e Kerlescan, il tumulo di Saint-Michel, la leggenda di San Cornelio e i soldati pietrificati.

Sulla costa meridionale della Bretagna, nel dipartimento del Morbihan, file di pietre erette si allungano per chilometri tra la brughiera e i boschi. Sono gli allineamenti di Carnac, il più vasto insieme di menhir conosciuto al mondo, con alcune migliaia di monoliti ancora in piedi. Il visitatore che li percorre al tramonto prova facilmente quella sensazione di mistero che, da secoli, ha spinto contadini, antiquari e archeologi a cercare una spiegazione per queste schiere silenziose.

Ménec, Kermario, Kerlescan

Gli allineamenti principali sono tre. Quello del Ménec comprende oltre mille pietre disposte in undici file, che terminano con i resti di un recinto ovale; quello di Kermario, il cui nome in bretone viene spesso tradotto come «luogo dei morti», è il più spettacolare; quello di Kerlescan, più compatto, conserva anch'esso tracce di un recinto. Le pietre tendono a diventare più alte verso un'estremità, come se le file conducessero verso un punto particolare.

La datazione di questi monumenti è difficile, perché le pietre in sé non si possono datare direttamente. Gli archeologi collocano gran parte dei menhir del territorio nel Neolitico, tra il V e il III millennio a.C., ma la cronologia precisa dei singoli allineamenti resta discussa. Le prime indagini sistematiche furono condotte nell'Ottocento dallo scozzese James Miln e poi dal suo collaboratore Zacharie Le Rouzic, al quale si devono anche molti restauri.

Tumuli e dolmen

Nella stessa area si trovano monumenti funerari ancora più antichi. Il tumulo di Saint-Michel, una collina artificiale lunga più di cento metri, conteneva camere sepolcrali con asce di giadeite provenienti dalle Alpi, testimonianza di scambi a lunghissima distanza. Sulla sua sommità sorge oggi una cappella cristiana, esempio frequente di sovrapposizione tra antichi luoghi sacri e culto successivo.

Nei dintorni, il grande menhir spezzato di Locmariaquer, che in origine superava i venti metri d'altezza, e il tumulo di Gavrinis, con le sue pareti fittamente incise, mostrano il livello di organizzazione e di senso simbolico raggiunto da queste comunità. I segni di Gavrinis, spirali e linee concentriche, non sono stati decifrati, e ogni interpretazione resta ipotetica.

San Cornelio e i soldati di pietra

La tradizione popolare bretone ha dato una sua spiegazione alle file di pietre. Il racconto più noto narra che papa Cornelio, inseguito dai soldati romani, giunse fino al mare e, non potendo fuggire oltre, li trasformò in pietra. Gli allineamenti sarebbero dunque un esercito pietrificato. Cornelio è il patrono della chiesa di Carnac ed è invocato come protettore del bestiame bovino.

Altre leggende parlano di korrigan, piccoli esseri fatati che avrebbero eretto o custodito le pietre, e di tesori nascosti sotto i menhir che si scoprirebbero solo in particolari notti dell'anno. Tra Settecento e Ottocento, invece, gli antiquari attribuirono i monumenti ai druidi, un'idea che l'archeologia ha poi smentito sul piano cronologico.

Oggi gli allineamenti sono in parte recintati per proteggere il terreno dall'erosione, e i ricercatori continuano a studiarne la funzione, che poteva essere rituale, territoriale o legata al calendario. Carnac resta un luogo in cui il paesaggio stesso sembra parlare, e dove leggenda e archeologia raccontano, in lingue diverse, la stessa antica meraviglia.