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Cracovia, Twardowski e Faust: la città dei patti con il diavolo

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50.06° N, 19.94° E
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Europa esoterica
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Cracovia nella leggenda: il mago Pan Twardowski, la locanda Roma, lo specchio di Węgrów e la tradizione che vi fa studiare magia il dottor Faust.

Tra le città dell'Europa centrale, Cracovia occupa un posto speciale nella storia della magia. Antica capitale del Regno di Polonia, sede di una delle più antiche università del continente, fu nel Quattro e Cinquecento un centro rinomato per lo studio dell'astronomia e dell'astrologia. Non sorprende che proprio qui la tradizione abbia collocato le gesta di un mago nazionale, Pan Twardowski, e gli studi giovanili di un personaggio destinato a diventare un mito europeo, il dottor Faust.

L'università delle stelle

L'università di Cracovia, fondata da Casimiro il Grande nel 1364 e rifondata nel 1400, conobbe nel Quattrocento una stagione di grande prestigio scientifico. Vi si insegnavano astronomia e astrologia, discipline allora strettamente legate alla medicina, e vi studiò, tra il 1491 e il 1495 circa, il giovane Niccolò Copernico. Nel Collegium Maius, l'edificio gotico più antico dell'ateneo, si conservano strumenti astronomici e un globo dei primi del Cinquecento, tra i primi a raffigurare il continente americano.

Questa fama scientifica aveva il suo riflesso popolare: per molti europei Cracovia era il luogo dove si potevano apprendere i segreti del cielo e, con essi, le arti proibite. Dalla scienza degli astri alla magia il passo, nell'immaginario del tempo, era breve. Nel Cinquecento la città accolse anche viaggiatori legati all'alchimia, e più tardi vi soggiornò il polacco Michał Sędziwój, noto alchimista attivo pure alla corte di Praga.

Pan Twardowski, il mago sulla luna

Il racconto vuole che Twardowski, un nobile e sapiente, avesse firmato un patto con il diavolo per ottenere conoscenza e poteri straordinari, a condizione che il demonio potesse prendere la sua anima soltanto a Roma. Il mago si guardò bene dal recarsi nella Città eterna, ma un giorno entrò in una locanda chiamata proprio «Roma». Lì il diavolo lo raggiunse e lo trascinò in cielo.

Durante il volo Twardowski intonò un canto alla Vergine, e il diavolo fu costretto a lasciarlo. Il mago rimase sospeso sulla luna, dove, secondo la tradizione, vive ancora, con un ragno come unico compagno che di tanto in tanto scende sulla terra a portargli notizie. Nel 1822 il poeta Adam Mickiewicz trasse dalla leggenda la ballata La signora Twardowska, tra le sue opere giovanili più note.

A Węgrów, a est di Varsavia, la chiesa parrocchiale conserva uno specchio detto di Twardowski, con un'iscrizione latina sulla cornice, che la tradizione vuole usato dal mago per evocare immagini. A Cracovia, nel quartiere di Krzemionki, si indicano invece le cave e le grotte dove avrebbe compiuto i suoi esperimenti. Gli storici non hanno identificato con certezza un personaggio reale dietro la leggenda.

Il dottor Faust a Cracovia

Il Faust storico, Johann Georg Faust, visse in Germania tra la fine del Quattrocento e il 1540 circa ed ebbe fama di astrologo, indovino e ciarlatano. Secondo una testimonianza raccolta nel Cinquecento da Johannes Manlius, che riporta parole attribuite a Filippo Melantone, Faust avrebbe studiato magia a Cracovia, dove allora, si diceva, essa veniva insegnata pubblicamente. Non esistono però documenti universitari che lo confermino.

Nel 1587 a Francoforte uscì l'Historia von D. Johann Fausten, il primo libro dedicato al patto del mago con Mefistofele, da cui derivarono il dramma di Christopher Marlowe e, molto più tardi, il Faust di Goethe. Cracovia entra così nella genealogia di uno dei grandi miti moderni. Le storie di Twardowski e di Faust, così simili, raccontano lo stesso desiderio umano di conoscenza illimitata e lo stesso timore del suo prezzo.