Rennes-le-Château: il parroco Saunière e la costruzione di un mistero
- Coordinate
- 42.93° N, 2.26° E
- Tappa
- Europa esoterica
- Lettura
- 3 min di lettura
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La vera storia di Rennes-le-Château: l'abate Bérenger Saunière, la chiesa di Santa Maria Maddalena, il diavolo all'ingresso e la nascita del mito del tesoro.
Arroccato su una collina dell'Aude, nel sud della Francia, Rennes-le-Château conta poche decine di abitanti, eppure il suo nome è noto in tutto il mondo. Libri, documentari e romanzi lo hanno descritto come il custode di un tesoro favoloso, di un segreto templare o addirittura di verità capaci di sconvolgere la storia del cristianesimo. Dietro questa fama si trova la vicenda di un parroco di campagna e, soprattutto, una costruzione narrativa sviluppata nel Novecento che è utile conoscere per distinguere i fatti dalle invenzioni.
Un parroco e la sua chiesa
Bérenger Saunière divenne parroco di Rennes-le-Château nel 1885. Negli anni successivi restaurò la chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena e fece costruire una villa chiamata Villa Bethania, un giardino e una piccola torre neogotica, la Tour Magdala, che usava come biblioteca. Le spese, molto superiori alle possibilità di un sacerdote di villaggio, attirarono l'attenzione del vescovo di Carcassonne.
Le indagini ecclesiastiche accertarono che Saunière riceveva per corrispondenza grandi quantità di offerte per la celebrazione di messe, molte più di quante potesse celebrarne. Per questo traffico fu sospeso dalle sue funzioni. Morì nel 1917, e la sua governante Marie Dénarnaud ereditò i suoi beni. I documenti suggeriscono quindi una spiegazione concreta, per quanto poco edificante, della sua improvvisa ricchezza.
Il diavolo all'ingresso e le iscrizioni
L'interno della chiesa, decorato secondo il gusto devozionale dell'epoca con statue in serie e colori vivaci, ha alimentato molte interpretazioni. Accanto all'ingresso una figura di diavolo sostiene l'acquasantiera, sormontata da angeli che tracciano il segno della croce. Sopra la porta si legge una frase tratta dalla Genesi, «Terribilis est locus iste», cioè «questo luogo è degno di timore», usata tradizionalmente nella liturgia per la dedicazione delle chiese.
Chi cerca messaggi nascosti ha visto in questi elementi indizi in codice; gli storici dell'arte vi riconoscono invece un repertorio cattolico diffuso alla fine dell'Ottocento. Il diavolo sottomesso sotto l'acqua benedetta, per esempio, esprime il tema della vittoria sul male attraverso il battesimo, un motivo tradizionale che non richiede chiavi segrete.
Come nasce la leggenda del tesoro
Il mito prende forma negli anni Cinquanta, quando Noël Corbu, che aveva trasformato la villa di Saunière in un albergo ristorante, iniziò a raccontare la storia di un tesoro nascosto, utile anche ad attirare clienti. Negli anni Sessanta lo scrittore Gérard de Sède, con il contributo di Pierre Plantard, pubblicò un libro che collegava Rennes-le-Château a una presunta società segreta, il Priorato di Sion.
Le carte del cosiddetto Priorato, depositate alla Biblioteca nazionale di Francia, si sono rivelate falsi moderni, e lo stesso Plantard ne ammise in seguito la natura inventata. Le teorie successive, dai Templari ai Catari fino ai romanzi di grande successo, hanno però continuato a sovrapporsi, rendendo il villaggio una meta di cercatori di misteri tanto che gli scavi non autorizzati sono stati vietati dal comune.
Rennes-le-Château offre così una lezione preziosa per chiunque si avvicini alla storia esoterica. Mostra come un luogo reale, con una vicenda documentabile, possa diventare il centro di un mito moderno costruito a tavolino, e ricorda quanto sia importante risalire sempre alle fonti prima di accettare un mistero. Le visite alla chiesa, al piccolo museo e al giardino di Saunière restano comunque interessanti come testimonianza del gusto religioso di fine Ottocento.