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Stonehenge: costruttori neolitici, Merlino e il mito dei druidi

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Europa esoterica
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Carnac e i suoi menhir: il più grande allineamento di pietre d'Europa →
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Stonehenge tra archeologia e leggenda: le fasi costruttive dal 3000 a.C., le pietre blu del Galles, gli allineamenti solari, Merlino e i druidi moderni.

Pochi monumenti al mondo sono stati interrogati tanto a lungo quanto Stonehenge, il cerchio di pietre che si leva sulla piana di Salisbury, nel Wiltshire. Da secoli viaggiatori, antiquari e studiosi si domandano chi lo abbia costruito, come e perché. Le risposte dell'archeologia moderna sono sempre più precise, ma accanto a esse continua a vivere un ricchissimo patrimonio di leggende, dal mago Merlino ai druidi, che fa parte a pieno titolo della storia del monumento.

Un cantiere durato secoli

Stonehenge non è stato costruito in un solo momento. La prima fase, intorno al 3000 a.C., consisteva in un fossato circolare con un argine e una serie di buche, oggi chiamate buche di Aubrey dal nome dell'antiquario seicentesco John Aubrey che le notò. Alcune di esse contenevano resti di cremazioni, segno che il luogo fu anche un cimitero.

I grandi blocchi di arenaria, i sarsen, furono innalzati intorno al 2500 a.C., formando il cerchio esterno con gli architravi e il ferro di cavallo interno dei triliti. Le pietre più piccole, dette pietre blu, provengono dalle colline di Preseli, nel Galles occidentale, a oltre duecento chilometri di distanza. Studi recenti hanno indicato che la cosiddetta Pietra dell'Altare proviene addirittura dalla Scozia nord-orientale.

Il sole dei solstizi

L'asse principale del monumento è orientato verso il punto in cui sorge il sole al solstizio d'estate e, nella direzione opposta, verso il tramonto del solstizio d'inverno. Molti archeologi ritengono che proprio il solstizio invernale avesse un'importanza particolare, come suggeriscono i resti di banchetti con maiali macellati in inverno nel vicino insediamento di Durrington Walls.

Questo orientamento non fa di Stonehenge un osservatorio nel senso moderno, ma rivela una profonda attenzione ai cicli del cielo. Per le comunità agricole del Neolitico il ritorno della luce dopo il giorno più breve aveva probabilmente un valore insieme pratico e sacro, legato alla vita, alla morte e alla rinascita.

Merlino, i giganti e i druidi

Nel XII secolo Goffredo di Monmouth, nella sua Historia regum Britanniae, raccontò che le pietre, chiamate la Danza dei Giganti, erano state trasportate dall'Irlanda grazie alle arti di Merlino per onorare i Britanni caduti. È una leggenda, ma colpisce che nasca molti secoli prima della scoperta che alcune pietre venivano davvero da lontano, anche se dal Galles e non dall'Irlanda.

Il collegamento con i druidi risale invece a John Aubrey e soprattutto a William Stukeley, che nel Settecento attribuì il monumento ai sacerdoti celtici. Oggi sappiamo che Stonehenge è più antico di molti secoli rispetto ai druidi documentati dagli autori greci e latini. L'idea ha però ispirato i movimenti druidici moderni, che si riuniscono tra le pietre ai solstizi.

Stonehenge, dichiarato patrimonio dell'umanità nel 1986 insieme ad Avebury, resta così un luogo dove scienza e immaginazione dialogano. Le scoperte archeologiche non cancellano il mito, ma lo collocano nella sua epoca e permettono di ammirare ancora di più l'impresa di chi, cinquemila anni fa, sollevò quelle pietre. Il percorso che porta alle pietre, oggi lontano dalla strada, aiuta a recuperare il rapporto con il paesaggio di tumuli che le circonda.