Malta e l'Ipogeo di Ħal Saflieni, santuario sotterraneo
- Coordinate
- 35.87° N, 14.51° E
- Tappa
- Luoghi sacri e misteriosi
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L'Ipogeo di Ħal Saflieni a Paola, Malta: tre livelli scavati nella roccia, la Dormiente, la Stanza dell'Oracolo e i templi megalitici dell'arcipelago.
Nel 1902, a Paola, poco a sud della Valletta, alcuni operai che scavavano cisterne per nuove abitazioni sfondarono il tetto di una cavità sotterranea. Sotto le case comparve un labirinto di sale scavate nella roccia calcarea, disposte su più livelli. Era l'Ipogeo di Ħal Saflieni, l'unico santuario e cimitero sotterraneo preistorico finora conosciuto di queste dimensioni, testimone di una civiltà che fiorì nell'arcipelago maltese tra il IV e il III millennio a.C.
Tre livelli nella roccia
Le prime indagini furono condotte dal gesuita Manuel Magri, che morì nel 1907 lasciando pochi appunti, e proseguite dall'archeologo maltese Themistocles Zammit. L'ipogeo si sviluppa su tre livelli, scavati in epoche successive con strumenti di pietra e di corno. Il livello superiore riprende probabilmente una grotta naturale; quelli intermedio e inferiore sono stati ricavati con una cura sorprendente, imitando nella roccia le architetture dei templi costruiti in superficie.
Le fasi d'uso si collocano all'incirca tra il 4000 e il 2500 a.C. Il luogo servì come necropoli: secondo le stime di Zammit, vi furono deposti i resti di circa settemila individui, una cifra che gli studiosi successivi considerano indicativa. Insieme alle ossa furono ritrovati vasi, amuleti, perle e figurine, testimonianze dei riti che accompagnavano la sepoltura.
La Dormiente e la Stanza dell'Oracolo
Il reperto più celebre è la cosiddetta Dormiente, una statuetta in terracotta che raffigura una donna dalle forme piene distesa su un fianco, su un letto basso. Oggi è conservata al Museo nazionale di archeologia della Valletta. Il suo significato resta incerto: si è pensato al sonno rituale, al riposo eterno o a una divinità legata alla terra, ma nessuna di queste letture può essere dimostrata con certezza.
Nel livello intermedio si trova la cosiddetta Stanza dell'Oracolo, una piccola camera con una nicchia ellittica. Una voce maschile profonda pronunciata al suo interno rimbomba in tutto l'ipogeo, un effetto acustico che ha alimentato molte ipotesi sul suo uso cerimoniale. Il nome è comunque moderno. Sulle volte vicine si conservano spirali e motivi dipinti in ocra rossa, tra le rare pitture preistoriche dell'arcipelago.
Poco lontano si apre la sala chiamata Sancta Sanctorum, con una facciata scolpita che imita un ingresso trilitico, con stipiti e architrave, simile a quelli dei templi di superficie. È uno degli esempi più chiari di come gli antichi maltesi abbiano voluto riprodurre sottoterra lo spazio sacro che conoscevano alla luce del sole.
I templi di Malta e Gozo
L'ipogeo va letto insieme ai templi megalitici dell'arcipelago, tra i più antichi edifici in pietra liberamente eretti del mondo. A Gozo sorgono i templi di Ġgantija, che la leggenda locale attribuiva a una gigantessa; a Malta quelli di Ħaġar Qim e Mnajdra, quest'ultimo celebre per la luce che negli equinozi attraversa la porta principale, e il complesso di Tarxien, a breve distanza dall'ipogeo.
Iscritto nel Patrimonio dell'umanità nel 1980, l'Ipogeo di Ħal Saflieni è aperto a un numero molto ristretto di visitatori al giorno, per proteggere il delicato microclima interno. Proprio questa fragilità ne accresce il fascino: scendere nelle sue sale significa entrare in uno spazio pensato per i morti e per il sacro, rimasto in silenzio per oltre quattromila anni.