Eleusi, il santuario dei Misteri di Demetra e Kore
- Coordinate
- 38.04° N, 23.54° E
- Tappa
- Luoghi sacri e misteriosi
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Eleusi e i suoi Misteri: il mito di Demetra e Kore, il Telesterion, la processione da Atene e il segreto custodito per quasi due millenni.
A una ventina di chilometri da Atene, sulla baia che guarda l'isola di Salamina, sorge Eleusi, oggi Elefsina. Qui per quasi duemila anni si celebrarono i Misteri più celebri del mondo greco, dedicati a Demetra e a sua figlia Kore, chiamata anche Persefone. Migliaia di iniziati, uomini e donne, liberi e schiavi purché parlassero greco e non fossero macchiati di sangue, varcarono ogni anno le porte del santuario. Eppure di ciò che vedevano all'interno sappiamo pochissimo, perché il silenzio imposto agli iniziati fu rispettato con una fedeltà sorprendente.
Il mito alle origini del culto
La fonte principale è l'Inno omerico a Demetra, composto probabilmente tra il VII e il VI secolo a.C. Il testo racconta il rapimento di Kore da parte di Ade, signore dell'oltretomba, e il lungo vagare della madre in cerca della figlia. Giunta a Eleusi sotto le spoglie di una vecchia, Demetra fu accolta nella casa del re Celeo. Rivelatasi infine come dea, chiese che le fosse costruito un tempio e insegnò agli abitanti i suoi riti.
Il mito spiega anche il ciclo delle stagioni. Poiché Kore aveva mangiato alcuni semi di melograno nel regno dei morti, fu stabilito che vi trascorresse una parte dell'anno e il resto accanto alla madre. Il dolore di Demetra coincideva con la terra spoglia, il ritorno della figlia con la rinascita dei campi. Il culto eleusino intrecciava così il destino del grano con una speranza più personale, riguardante la sorte dell'anima dopo la morte.
La processione e il Telesterion
I Grandi Misteri si celebravano nel mese attico di Boedromione, tra settembre e ottobre. Dopo i riti di purificazione, tra cui un bagno rituale in mare, il corteo partiva da Atene e percorreva la Via Sacra fino al santuario. Il culto era amministrato da due famiglie eleusine, gli Eumolpidi, da cui proveniva lo ierofante, e i Kerykes. In primavera si tenevano invece i Piccoli Misteri ad Agre, presso l'Ilisso, considerati una tappa preparatoria.
Il cuore del santuario era il Telesterion, una grande sala quadrata più volte ricostruita, con file di gradini lungo le pareti e una selva di colonne interne. Al centro si trovava l'Anaktoron, un piccolo vano accessibile al solo ierofante. Nell'area archeologica si riconosce ancora una grotta associata a Plutone, che la tradizione legava al passaggio tra il mondo dei vivi e quello dei morti.
Il segreto e la fine dei Misteri
Rivelare i Misteri era un crimine gravissimo. Nel 415 a.C. Alcibiade fu accusato di averli parodiati in una casa privata, e lo scandalo pesò sulla sua carriera politica. Gli scrittori antichi alludono a cose dette, cose mostrate e cose compiute, ma nessuno descrive con precisione il culmine del rito. Cicerone, iniziato egli stesso, scrisse nel De legibus che Atene non aveva prodotto nulla di meglio di quei misteri.
La fine giunse con il tardo impero cristiano. Gli editti di Teodosio contro i culti pagani, alla fine del IV secolo, colpirono anche Eleusi, e secondo le fonti i Goti di Alarico devastarono il santuario nel 396. Oggi le rovine e il museo archeologico permettono di ripercorrere la pianta del Telesterion, i propilei e la Via Sacra, restituendo al visitatore l'immagine di uno dei luoghi più venerati dell'antichità.