Mont-Saint-Michel, l'abbazia tra le maree della Normandia
- Coordinate
- 48.64° N, 1.51° W
- Tappa
- Luoghi sacri e misteriosi
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Mont-Saint-Michel tra storia e leggenda: le apparizioni al vescovo Auberto, i benedettini, la Merveille gotica, la prigione e le grandi maree della baia.
Al confine tra Normandia e Bretagna, nella baia dove le maree raggiungono alcune delle escursioni più ampie d'Europa, un isolotto di granito sorregge un'abbazia, un villaggio e una cinta di mura. Mont-Saint-Michel appare ai pellegrini come una visione sospesa tra cielo e acqua, e per questo nel Medioevo fu chiamato anche San Michele al pericolo del mare. Pochi luoghi uniscono con tanta forza la natura, la fede e la storia militare della Francia.
Il sogno del vescovo Auberto
Secondo la tradizione, nel 708 l'arcangelo Michele apparve in sogno ad Auberto, vescovo di Avranches, chiedendogli di costruire un santuario sul monte che allora si chiamava Mont Tombe. Il vescovo esitò, e l'angelo dovette ripetere la richiesta tre volte. Alla terza apparizione, racconta la leggenda, gli toccò il capo con il dito lasciandovi un foro. Nella basilica di Saint-Gervais ad Avranches si conserva ancora un cranio forato venerato come quello di Auberto.
Il primo santuario imitava la grotta del Gargano, da cui furono portate alcune reliquie: un frammento del mantello rosso e un pezzo dell'altare su cui, secondo la tradizione pugliese, l'arcangelo aveva posato il piede. Nel 966 il duca di Normandia Riccardo I vi insediò una comunità di monaci benedettini, che fecero del monte un centro di preghiera e di cultura, celebre per il suo scriptorium. I manoscritti prodotti e copiati dai monaci, tra cui testi di Aristotele in traduzione latina, sono oggi conservati in gran parte ad Avranches, nello Scriptorial, il museo dedicato ai codici del monte.
La Merveille e la fortezza
Nel corso dei secoli l'abbazia crebbe in altezza, adattandosi alla roccia con cripte e basamenti. Il capolavoro è la Merveille, un complesso gotico costruito sul versante nord all'inizio del XIII secolo, dopo la conquista della Normandia da parte del re di Francia. Su tre livelli si sovrappongono l'elemosineria, la sala degli ospiti, il refettorio e il chiostro, sospeso a picco sulla baia. Ai piedi dell'abbazia, lungo l'unica strada in salita, si sviluppò il villaggio che accoglieva i pellegrini, detti nel Medioevo miquelots.
Durante la guerra dei Cent'anni il monte resistette per decenni agli assedi inglesi, mentre quasi tutta la Normandia era occupata. Divenne così un simbolo dell'identità nazionale francese e del favore dell'arcangelo, patrono del regno. Anche l'arazzo di Bayeux ricorda il luogo: vi si vede Aroldo che salva alcuni soldati dalle sabbie mobili della baia durante una spedizione con Guglielmo il Conquistatore.
Prigione, restauro e marea
Con la Rivoluzione i monaci furono allontanati e l'abbazia fu trasformata in prigione, funzione che mantenne fino al 1863. Scrittori come Victor Hugo denunciarono il degrado del monumento, e nella seconda metà dell'Ottocento iniziarono i grandi restauri. La guglia con la statua dorata dell'arcangelo, opera di Emmanuel Frémiet, fu collocata in cima alla chiesa nel 1897.
La diga costruita nel 1879 aveva unito il monte alla terraferma, favorendo l'insabbiamento della baia. Un lungo progetto ha sostituito la diga con una passerella, inaugurata nel 2014, per restituire all'isola il suo carattere marittimo. Iscritto nel Patrimonio dell'umanità nel 1979 insieme alla baia, Mont-Saint-Michel è oggi uno dei luoghi più visitati di Francia, e ospita di nuovo una piccola comunità religiosa.