Newgrange e la luce del solstizio d'inverno
- Coordinate
- 53.70° N, 6.47° W
- Tappa
- Luoghi sacri e misteriosi
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Newgrange, in Irlanda, è più antica delle piramidi di Giza: la tomba a corridoio, il roof-box, la luce del solstizio e il mito di Aengus.
Nella valle del fiume Boyne, nella contea irlandese di Meath, un grande tumulo circolare coperto d'erba e cinto da una facciata di quarzo bianco custodisce uno dei monumenti più antichi d'Europa. Newgrange fu costruita intorno al 3200 a.C., secoli prima della fase in pietra di Stonehenge e delle piramidi di Giza. Per gli archeologi è una tomba a corridoio; per la tradizione irlandese era la dimora di divinità. Ogni anno, nei giorni del solstizio d'inverno, accade qui un evento che continua a commuovere chi vi assiste.
Un tumulo di pietra e di terra
Il monumento ha un diametro di circa 85 metri ed è circondato da 97 grandi lastre di bordo, molte delle quali incise. La più famosa è la pietra d'ingresso, decorata con la celebre tripla spirale e con motivi a losanga, divenuta un simbolo dell'Irlanda antica. Un corridoio lungo circa 19 metri conduce a una camera a pianta cruciforme, coperta da una volta a mensole sovrapposte che ha mantenuto la camera asciutta per oltre cinquemila anni.
Il sito fa parte del complesso di Brú na Bóinne, che comprende anche i tumuli di Knowth e Dowth e decine di monumenti minori. Nel 1993 l'UNESCO lo ha iscritto nella lista del Patrimonio dell'umanità. Knowth conserva da sola una parte rilevante di tutta l'arte megalitica conosciuta in Europa occidentale. Nella camera di Newgrange gli scavi hanno restituito resti umani combusti e non combusti, deposti in grandi bacini di pietra collocati nelle nicchie laterali.
Il roof-box e il sole d'inverno
Sopra l'ingresso si apre una piccola finestra in pietra, il cosiddetto roof-box. Durante gli scavi diretti da Michael J. O'Kelly tra il 1962 e il 1975, l'archeologo comprese la sua funzione e nel dicembre 1967 fu tra i primi in epoca moderna a vedere la luce dell'alba invernale percorrere il corridoio fino al pavimento della camera. Il fenomeno dura circa diciassette minuti nei giorni attorno al 21 dicembre.
L'allineamento non è casuale: il corridoio sale leggermente verso l'interno, e senza il roof-box la luce non raggiungerebbe la camera. Oggi l'accesso alla camera nelle albe del solstizio è assegnato ogni anno tramite un sorteggio, tanto è alta la richiesta. L'evento mostra quanto le comunità neolitiche osservassero con precisione il cammino del sole.
Il mito di Brú na Bóinne
Nella letteratura irlandese medievale il luogo è chiamato Brú na Bóinne, la dimora sul Boyne. I racconti lo descrivono come la casa del Dagda, padre degli dèi dei Tuatha Dé Danann, e poi del figlio Aengus, il giovane dio dell'amore e della giovinezza. Secondo una delle versioni del mito, Aengus ottenne la dimora con un'astuzia, chiedendo di abitarvi per un giorno e una notte, che finirono per significare l'eternità.
Dopo secoli di oblio, il tumulo fu riscoperto nel 1699, quando il proprietario del terreno fece prelevare pietre e venne alla luce l'ingresso; poco dopo il gallese Edward Lhuyd ne lasciò una delle prime descrizioni. La ricostruzione della facciata in quarzo realizzata dopo gli scavi resta discussa tra gli studiosi, ma Newgrange rimane una testimonianza straordinaria del legame tra il mondo dei morti, la luce e il ritorno del sole.