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Piazza Statuto, il cuore nero di Torino nella leggenda

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45.08° N, 7.67° E
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Torino e il Nord Italia
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45.08° N7.67° E

Piazza Statuto a Torino: il monumento al traforo del Fréjus, le memorie di necropoli e patiboli e la leggenda moderna che ne fa il cuore nero della città.

Nel racconto della Torino magica, Piazza Statuto occupa il posto più inquietante. È la piazza che la tradizione popolare indica come cuore nero della città, persino come una porta degli inferi. Eppure, per chi la attraversa di giorno, si presenta come un grande spazio ottocentesco porticato, nato in un momento di slancio urbanistico e industriale. La distanza tra questa realtà e la sua fama è proprio ciò che rende la piazza interessante da studiare.

Una piazza dell'Ottocento

Piazza Statuto fu realizzata negli anni Sessanta dell'Ottocento, quando Torino era da poco capitale del Regno d'Italia, con edifici porticati che ne fanno una delle piazze più ampie del centro. Il suo nome ricorda lo Statuto Albertino, la carta costituzionale concessa da Carlo Alberto nel 1848. La piazza si apre verso ovest, in direzione delle Alpi e della Val di Susa, e questo orientamento verso il tramonto ha alimentato nel tempo le interpretazioni simboliche.

Le memorie più cupe riguardano l'area circostante. In età romana i terreni posti fuori dalle mura erano destinati alle sepolture, come prescriveva la legge, e alcuni ritrovamenti nella zona hanno confermato la presenza di tombe antiche. In epoca moderna, nelle vicinanze, si eseguivano condanne a morte. Da questi elementi reali la leggenda ha costruito l'immagine di una valle dei morti, rafforzata dall'idea che la zona fosse attraversata da correnti negative.

Il monumento al Fréjus

Al centro della piazza si erge il monumento dedicato al traforo ferroviario del Fréjus, inaugurato nel 1879 per celebrare la galleria aperta nel 1871 tra il Piemonte e la Savoia. L'opera si deve all'ideazione del conte Marcello Panissera di Veglio: una piramide di massi su cui si arrampicano figure di titani, sormontata da un genio alato. Sulla roccia sono ricordati gli ingegneri Germain Sommeiller, Severino Grandis e Sebastiano Grattoni, artefici dell'impresa.

Il significato voluto è chiaro: il genio della ragione e della scienza trionfa sulla forza bruta della montagna. Nel Novecento, tuttavia, la figura alata con una stella sul capo è stata letta come Lucifero, il portatore di luce, e il monumento come un omaggio all'angelo ribelle. È una sovrapposizione suggestiva, che trasforma un'allegoria del progresso tecnico in un emblema oscuro.

L'obelisco e le misure della Terra

Nei giardini della piazza si trova un piccolo obelisco sormontato da una sfera armillare, legato alle misurazioni geodetiche compiute in Piemonte. Anche questo elemento scientifico è stato riletto in chiave esoterica, come segnale del punto preciso in cui si aprirebbe il varco infernale. In realtà testimonia il lavoro di astronomi e geodeti che cercavano di misurare con esattezza la forma del pianeta.

Piazza Statuto è dunque un esempio perfetto di come la leggenda nasca spesso da materiali reali, interpretati con un'immaginazione inquieta. Sepolture romane, patiboli, un monumento al progresso e un obelisco scientifico diventano, nel racconto popolare, i segni di un luogo maledetto. Conoscere la loro storia vera permette di apprezzare insieme la piazza e il mito che le è cresciuto intorno.