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Il labirinto della cattedrale di Chartres

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48.45° N, 1.49° E
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Luoghi sacri e misteriosi
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La Sacra di San Michele, abbazia sospesa sulla Val di Susa →
48.45° N1.49° E

Il labirinto di Chartres, inciso nel pavimento della navata all'inizio del Duecento: forma, misure, simboli e la tradizione del cammino di Gerusalemme.

Chi entra nella cattedrale di Notre-Dame di Chartres e percorre la navata incontra, sul pavimento, un grande disegno circolare di pietra chiara e scura. È il labirinto più famoso del Medioevo europeo, realizzato con ogni probabilità nei primi decenni del XIII secolo, durante la ricostruzione della chiesa dopo l'incendio del 1194. Non è un rompicapo con vicoli ciechi: un solo percorso, lungo e tortuoso, conduce senza possibilità di errore dall'ingresso al centro.

Forma e misure

Il labirinto misura circa tredici metri di diametro e occupa quasi tutta la larghezza della navata. Il tracciato si sviluppa su undici anelli concentrici, divisi in quattro quadranti, e chi lo segue compie una lunga serie di svolte prima di arrivare alla rosa centrale a sei petali. La lunghezza complessiva del cammino supera i duecentocinquanta metri, pur restando racchiusa in uno spazio relativamente piccolo.

Al centro si trovava un tempo una placca di metallo che, secondo descrizioni posteriori, raffigurava Teseo, il Minotauro e forse Arianna. Fu rimossa e fusa durante la Rivoluzione francese, intorno al 1792. Restano i fori dei perni e il ricordo di un legame esplicito con il mito cretese del labirinto, riletto in chiave cristiana come vittoria sul male.

Un simbolo cristiano

Nel Medioevo il labirinto non era un'invenzione nuova. Disegni simili compaiono in manoscritti e in chiese più antiche, come quello sul portico della cattedrale di Lucca. Nell'interpretazione cristiana il percorso tortuoso poteva rappresentare la vita umana, con i suoi giri apparentemente inutili, e il centro la salvezza. Il nome «cammino di Gerusalemme», spesso associato a questi labirinti, è però documentato soprattutto in epoca moderna.

Si è scritto molto anche su danze e processioni nei labirinti. La testimonianza più nota riguarda Auxerre, dove i canonici a Pasqua eseguivano una danza rituale con una palla, non Chartres. Altri indizi di usi devozionali, come il percorso compiuto in ginocchio dai penitenti, sono attestati solo in epoche più tarde e in modo frammentario. È prudente quindi distinguere tra ciò che le fonti documentano e le molte ipotesi suggestive fiorite intorno al labirinto nel Novecento.

Gli altri labirinti di Francia

Chartres non era sola. La cattedrale di Amiens conserva un labirinto ottagonale del 1288, ricostruito nell'Ottocento, che celebrava al centro i nomi degli architetti. Quello di Reims, che a sua volta ricordava i costruttori, fu distrutto nel XVIII secolo perché i giochi dei ragazzi disturbavano le funzioni. Questi pavimenti erano dunque anche una firma del cantiere e della sapienza geometrica dei maestri muratori.

Oggi il labirinto di Chartres è spesso coperto dalle sedie della navata, ma in alcuni giorni dell'anno viene liberato e chiunque può percorrerlo. Molti visitatori lo attraversano in silenzio, a passo lento, come un pellegrinaggio in miniatura. La cattedrale, iscritta nel Patrimonio dell'umanità dal 1979, custodisce anche la reliquia del velo della Vergine e le vetrate celebri per il loro blu. La reliquia, secondo la tradizione, fu donata alla chiesa da Carlo il Calvo nell'876 e fece di Chartres uno dei grandi santuari mariani d'Europa.