La linea di San Michele: storia di una leggenda moderna
- Coordinate
- 48.64° N, 1.51° W
- Tappa
- Luoghi sacri e misteriosi
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- Mont-Saint-Michel, l'abbazia tra le maree della Normandia →
La linea di San Michele unirebbe sette santuari dall'Irlanda a Israele: origini della leggenda, luoghi coinvolti e che cosa dicono storia e geografia.
Tra le leggende più diffuse sui luoghi sacri d'Europa c'è quella della cosiddetta linea di San Michele. Secondo il racconto, sette santuari dedicati all'arcangelo sarebbero disposti lungo una retta che attraversa il continente dall'Irlanda fino alla Terra Santa. La linea simboleggerebbe il colpo di spada con cui Michele ricacciò il demonio negli abissi. È una narrazione affascinante, ma va presentata per ciò che è: una leggenda, nata e diffusa soprattutto in tempi recenti, che non trova riscontro nelle fonti medievali.
I sette santuari della tradizione
Nelle versioni più comuni la linea parte da Skellig Michael, isola rocciosa al largo dell'Irlanda, tocca St Michael's Mount in Cornovaglia e Mont-Saint-Michel in Normandia, scende in Italia alla Sacra di San Michele in Val di Susa e al santuario di Monte Sant'Angelo sul Gargano, prosegue verso il monastero di San Michele a Symi, nel Dodecaneso, e termina al monastero Stella Maris sul monte Carmelo, presso Haifa.
Alcune versioni aggiungono che la linea sarebbe orientata verso il tramonto del sole nel giorno del solstizio d'estate, e che i tre santuari principali, cioè Mont-Saint-Michel, la Sacra e il Gargano, sarebbero equidistanti tra loro. Queste affermazioni circolano in libri divulgativi, guide turistiche e siti web, spesso ripetute senza verifica e arricchite di volta in volta di nuovi particolari. Non esiste un autore riconosciuto della leggenda, che sembra essersi formata per accumulo nel corso del Novecento.
Che cosa dicono storia e geografia
Dal punto di vista storico, i santuari furono fondati in epoche molto diverse e senza alcun piano comune. Il culto garganico risale secondo la tradizione alla fine del V secolo, Mont-Saint-Michel all'inizio dell'VIII, la Sacra alla fine del X, mentre il monastero carmelitano di Haifa è un edificio dell'Ottocento. Nessun documento antico o medievale parla di un allineamento voluto tra questi luoghi.
Dal punto di vista geografico, i santuari sono disposti in modo approssimativamente allineato solo su una carta e con una certa tolleranza. Su una superficie curva come quella terrestre, una retta tracciata su una mappa non corrisponde al percorso più breve tra due punti, e con un numero sufficiente di luoghi dedicati a uno stesso santo è facile trovarne alcuni vicini a una linea qualsiasi. Le distanze tra i tre santuari maggiori, inoltre, non sono uguali.
Perché l'arcangelo ama le alture
Esiste invece un elemento storico reale che spiega perché questi santuari si somiglino. Fin dall'alto Medioevo san Michele fu venerato in luoghi elevati, isolati, spesso legati a grotte o a promontori sul mare. Il modello fu il Gargano, la cui fama si diffuse tra Longobardi, Franchi e Irlandesi. Lo stesso racconto di fondazione di Mont-Saint-Michel dice che il vescovo Auberto fece portare dal Gargano alcune reliquie per il nuovo santuario.
La linea di San Michele è dunque un racconto moderno costruito su una realtà antica: la rete di santuari micaelici che i pellegrini collegarono davvero, con i loro cammini, per secoli. Si può apprezzarla come un'immagine poetica dell'Europa cristiana, purché non la si scambi per una scoperta geografica. Conoscere la storia di ciascun luogo, del resto, è più sorprendente di qualsiasi allineamento immaginario.