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Samotracia e il santuario dei Grandi Dèi

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40.50° N, 25.53° E
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Luoghi sacri e misteriosi
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Iona, l'isola di san Columba nelle Ebridi →
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Samotracia nell'Egeo settentrionale: i misteri dei Grandi Dèi, l'Arsinoeion, l'iniziazione di Filippo e Olimpiade e la scoperta della Nike nel 1863.

Nell'Egeo settentrionale, di fronte alla costa della Tracia, l'isola di Samotracia si innalza dal mare con la massa del monte Fengari, alto oltre millecinquecento metri. Secondo l'Iliade, da quella vetta Poseidone osservava la guerra di Troia. Ai piedi della montagna, in una valle solcata da torrenti, sorgeva uno dei grandi santuari misterici del mondo antico, dedicato ai Grandi Dèi. Dopo Eleusi, nessun culto iniziatico greco godette di tanta fama.

Divinità senza nome

Le divinità di Samotracia erano chiamate semplicemente Theoi Megaloi, i Grandi Dèi, e i loro nomi propri erano avvolti dal segreto. Gli autori antichi li identificavano in vario modo, talvolta con i Cabiri, talvolta con i Dioscuri, e le fonti ricordano una dea madre, una coppia di divinità infere e figure maschili minori. Erodoto, nel V secolo a.C., accenna ai misteri dei Cabiri praticati sull'isola, senza rivelarne il contenuto.

Nel santuario si conservava probabilmente l'uso di una lingua preellenica nei riti, come attestano iscrizioni in caratteri greci ma in una lingua non greca. Questo elemento suggerisce che il culto risalisse alla popolazione tracia dell'isola, prima dell'arrivo dei coloni greci, e che fosse poi stato accolto e trasformato senza perdere le sue radici più antiche. Il santuario non apparteneva infatti a una sola città, ma era aperto a visitatori provenienti da tutto il mondo greco e oltre.

L'iniziazione e i suoi due gradi

A differenza di Eleusi, a Samotracia l'iniziazione poteva avvenire in qualsiasi momento della stagione di navigazione, e non era riservata ai Greci. Le fonti distinguono due gradi: la myesis, l'iniziazione vera e propria, e l'epopteia, un livello superiore. Nel santuario sono stati riconosciuti gli edifici destinati ai due momenti, oltre a un'area per le danze rituali e a un teatro.

Tra gli iniziati la tradizione ricorda molti personaggi celebri. Plutarco racconta che Filippo II di Macedonia conobbe sull'isola la giovane Olimpiade, futura madre di Alessandro Magno, quando entrambi vi furono iniziati. Lo stesso autore riferisce un aneddoto sullo spartano Lisandro: invitato da un sacerdote a confessare la colpa più grave della sua vita, avrebbe chiesto se fosse lui o gli dèi a volerlo sapere. Si credeva che i Grandi Dèi proteggessero gli iniziati dai pericoli del mare.

Dalla Nike agli scavi moderni

Il santuario fu arricchito dai sovrani ellenistici. Arsinoe II, regina d'Egitto, fece erigere l'Arsinoeion, il più grande edificio a pianta circolare del mondo greco. Nel 1863 il console francese Charles Champoiseau scoprì sulla collina sopra il teatro i frammenti di una statua alata di Vittoria, collocata un tempo su una base a forma di prua di nave. È la celebre Nike di Samotracia, oggi al Louvre, in cima allo scalone Daru.

Dal 1938 gli scavi sistematici sono condotti da archeologi americani dell'Institute of Fine Arts della New York University, avviati da Karl Lehmann, in collaborazione con le autorità greche. Il museo dell'isola conserva una copia della Nike e numerosi reperti del santuario. Visitare Samotracia significa ancora oggi entrare in un paesaggio aspro e appartato, che aiuta a comprendere il fascino del segreto per i navigatori antichi.