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Corte Botera e le soglie segrete della Venezia nascosta

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Corte Botera nel sestiere di Castello: la leggenda delle soglie verso altri mondi, le patere bizantine sugli archi e l'eco della Venezia di Hugo Pratt.

Venezia non è fatta solo di grandi campi e palazzi sul Canal Grande. La sua anima più segreta si nasconde nelle corti, piccoli spazi raccolti tra le case, raggiungibili attraverso sottoportici e calli strettissime. Una di queste, Corte Botera, nel sestiere di Castello, non lontano dal campo dei Santi Giovanni e Paolo, è diventata nel tempo un luogo di culto per chi ama la Venezia misteriosa. La sua fama nasce da un intreccio di leggende popolari e di letteratura.

La leggenda della soglia

Secondo un racconto diffuso nella tradizione orale moderna, l'arco che immette in Corte Botera sarebbe una delle soglie attraverso cui si passa verso altri mondi o altre dimensioni. Chi lo attraversasse in determinate condizioni, a seconda delle versioni in certe notti o in particolari stati d'animo, potrebbe trovarsi altrove. Le varianti sono molte e nessuna può vantare fonti antiche: si tratta di una leggenda urbana dal sapore poetico.

Il tema della soglia ha però radici profonde nell'immaginario di Venezia. Una città costruita sull'acqua, dove i percorsi cambiano con le maree e le calli si interrompono improvvisamente su un canale, si presta naturalmente all'idea di passaggi segreti. Lo smarrimento del visitatore nel labirinto veneziano diventa così metafora di un viaggio interiore. Non a caso la letteratura di viaggio, da secoli, descrive Venezia come una città che si lascia scoprire solo a chi accetta di perdersi.

Le patere e i simboli sugli archi

Camminando per Castello e per le altre zone di Venezia si incontrano spesso, sopra gli archi e sulle facciate, piccoli rilievi circolari chiamati patere. Molte risalgono al periodo tra l'XI e il XIII secolo e sono di gusto bizantino: raffigurano aquile, leoni, grifoni, pavoni, animali che si azzannano o intrecci vegetali. Alcune sono state reimpiegate da edifici più antichi.

Il loro significato è stato interpretato in vari modi. Gli studiosi le considerano soprattutto elementi decorativi, ma è probabile che avessero anche un valore protettivo, come immagini capaci di tenere lontano il male dalla casa. Il pavone, per esempio, era nell'arte paleocristiana e bizantina simbolo di immortalità. Proprio la presenza di questi segni sugli archi delle corti ha nutrito le leggende delle porte magiche.

L'eco di Hugo Pratt

Gran parte della fama attuale di Corte Botera deriva dal fumetto. Hugo Pratt, che trascorse a Venezia parte dell'infanzia, ambientò nella città nel 1977 l'avventura di Corto Maltese intitolata Favola di Venezia. Nel racconto compare una Corte Sconta detta Arcana, luogo segreto da cui si accede ad altri mondi. Molti lettori e alcune guide hanno identificato in Corte Botera uno dei luoghi che avrebbero ispirato l'autore.

Pratt amava giocare con i simboli della tradizione ermetica e massonica, e la sua Venezia è popolata di enigmi, cabale e riferimenti esoterici. L'identificazione con una corte precisa non è sicura, e di fatto i luoghi suggestivi che gli appassionati associano al fumetto sono diversi. Ma la forza dell'immaginario prattiano ha contribuito a trasformare uno spazio popolare in un piccolo santuario letterario.

Visitare Corte Botera richiede discrezione: è uno spazio abitato, non un museo, e chi vi entra dovrebbe farlo in silenzio, rispettando la quiete dei residenti. Per chi vi arriva con lo sguardo giusto, offre una lezione preziosa sulla natura della Venezia nascosta, dove pietre bizantine, leggende urbane e letteratura del Novecento si sovrappongono, trasformando un arco qualsiasi in una soglia dell'immaginazione.